Il testo è composto in antitesi alla famosa bagatella di Beethoven conosciuta proprio come Per Elisa, il cui tema ricorre nell’incipit della canzone: ma se la famosa melodia classica è teneramente affettuosa, la canzone pop/rock è graffiante e irruente contro “Elisa”.

Elisa è una donna, descritta come l’amante che ha portato via il compagno ad un’altra, che le serba rancore e invidia: il testo ruota su come Elisa sia riuscita a plagiare l’uomo facendogli fare qualsiasi cosa: “e poi non è nemmeno bella!” dichiara con gelosia la protagonista che mette in guardia l’uomo dalle grinfie di Elisa, che gli ha “preso anche la dignità”.

Il testo aggressivo si adattava alla voce cupa ed all’immagine di donna sicura di sé di Alice all’epoca: che nonostante l’agguerrita concorrenza (al secondo posto si classificò Maledetta primavera di Loretta Goggi), vinse il Festival di Sanremo 1981, vittoria che le aprì anche la strada per il successo prima italiano e poi europeo.

In quegli anni, nel pieno della crisi europea da eroinomania, si diffuse la lettura secondo cui Elisa simboleggiasse l’eroina, e la canzone fosse quindi una riflessione sulla tossicodipendenza: in tale veste la canzone compare ad esempio in una scena del film Amore tossico, cantata dai personaggi principali durante un viaggio in auto. Tuttavia la stessa Alice ha dichiarato che la canzone venne scritta pensando a una donna, non a un simbolo di qualcos’altro, e che nonostante ciò era contenta che la canzone avesse potuto aiutare nella battaglia contro la tossicodipendenza, come le veniva scritto in molte lettere in quegli anni.

Fonte: Wikipedia